Da sempre un elemento fondamentale dello sport, dal punto di vista formativo, è la cultura dell´impegno. Al giorno d’oggi si tende sempre a cercare la strada più facile per “sviare” dallo sforzo che porta al raggiungimento di un obiettivo. Cerchiamo sempre la via più facile e meno tortuosa.
E purtroppo, talvolta, cercando anche delle brutte scorciatoie per arrivare al proprio obiettivo. La cultura dello sport può rappresentare una valida alternativa alla non-cultura del “Voglio tutto e subito”. Per questo lo sport porta alla necessità di impegnarsi a fondo in quello che si fa.
A maggior ragione, in uno sport di squadra come il calcio, l’impegno di ogni singolo elemento è fondamentale per il raggiungimento di un risultato. Per questa ragione è importante educare i giovani allo spirito di sacrificio, che può essere trasmesso anche nella vita quotidiana.
Altro aspetto educativo che sta sparendo, a causa dei videogiochi e del mondo virtuale dove i ragazzi si nascondono per molte ore al giorno, è il gioco di strada: le ultime generazioni hanno dimenticato il “campetto parrocchiale”, il “vicoletto” dove bastavano due magliette per fare i pali, e un pallone sgangherato per sognare di essere protagonisti a San Siro o al Camp Nou. Si trattava di un momento di condivisione, di confronto e di dialogo. Purtroppo, questi momenti non ci sono più nella società moderna, e quindi tocca al calcio e ai suoi educatori cercare di riproporre questo valore sul campo.
Il valore della correttezza e del rispetto di compagni, avversari e arbitri. Il rispetto delle regole che un gruppo richiede, porta senza dubbio l’individuo ad un maggiore senso civico e di rispetto verso l’ambiente che lo circonda. Lo sport è bello perché abitua ad un vero, sincero e genuino contatto con gli altri.
Certi ambienti del mondo del calcio, purtroppo, tendono a mettere sulle spalle dei ragazzi e dei bambini delle pressioni che non possono reggere. È giunto il momento di fare un passo indietro e riuscire a ritrovare il significato più autentico dello sport, come momento di incontro, di dialogo.
I giovani hanno il diritto di praticare lo sport serenamente, senza pressioni e senza l’obbligo di diventare campioni. Hanno il diritto di arrivare ultimi, sapendo di aver giocato la loro partita in modo leale e rispettoso dell’avversario.
Lo sport può avere una funzione educativa importante per i ragazzi, abituandoli a rispettare regole e comportamenti precisi.
Lo sport, con le sue regole, può rappresentare una grande opportunità formativa per i giovani. Li può aiutare a costruire una sana cultura della convivenza e del rispetto degli altri, all’insegna di quella sana cultura del limite che dovrebbe essere alla base di ogni civiltà.
Nicola Ciatti
Direttore Settore Giovanile e Scuola Calcio/Futsal
ASD Futsal Cornedo